Nel mio ultimo viaggio ho finalmente sbloccato una destinazione che, incredibilmente, ancora mancava alla mia lista: l’Argentina.
Un viaggio che parte da Buenos Aires, città intensa e magnetica, per poi spingersi fino agli spazi infiniti della Patagonia.
In questo primo blog dedicato a questa terra magnifica, parlero' di Buenos Aires, la Capitale, caratterizzata dalla sua eleganza, energia e dalla Sua Anima Latina.

Buenos Aires non è una città da visitare. È una città da vivere.
Una città che pulsa, che mescola eleganza europea e anima sudamericana, dove ogni angolo racconta una storia fatta di immigrazione, cultura e passione.
Passeggiando tra quartieri moderni come Puerto Madero e zone più autentiche come La Boca, si percepisce subito un contrasto affascinante: da un lato l’ordine e la contemporaneità, dall’altro il calore e il caos tipico della vita latina.
E poi c’è lui: il Tango, non solo una danza, ma un linguaggio fatto di sguardi e silenzi, sospeso tra malinconia e seduzione. A volte lo incontri per strada, all’improvviso… come se fosse la città stessa a voler raccontarsi.

Il mio tour a piedi:
il cuore autentico di Buenos Aires
Ho scelto di iniziare la scoperta della città con un tour privato a piedi, accompagnata da una guida locale.
La giornata è iniziata dal mio hotel, il Marriott Buenos Aires Downtown, scelto per la sua posizione strategica, proprio di fronte all’iconico Obelisco.
Situato al centro dell’immensa Avenida 9 de Julio – considerata la via più larga del mondo – all’incrocio con Avenida Corrientes, l’Obelisco rappresenta il cuore pulsante della città.
Poco distante, lo sguardo viene catturato da un’immagine gigantesca: il volto di Evita Perón, uno dei simboli più forti dell’Argentina.

Plaza de Mayo:
storia, memoria e identità
Il tour prosegue verso uno dei luoghi più importanti del Paese: Plaza de Mayo.
Qui si affacciano edifici simbolici come:
la Casa Rosada, sede del governo argentino
la Cattedrale Metropolitana, dove ha celebrato messe Papa Francesco prima di diventare pontefice
il Cabildo Nacional, storico edificio coloniale che fu centro amministrativo durante l’epoca spagnola.
Ma ciò che più colpisce di questo luogo, direi, quasi sacro, non è solo l’architettura. Sono i dettagli……..


….. dettagli …. Camminando nella PLAZA DE MAYO, si notano dei piccoli disegni sull’asfalto: fazzoletti bianchi. Essi raccontano una delle pagine più dolorose della storia argentina, quando, durante la dittatura militare (1976–1983), migliaia di persone furono sequestrate e fatte sparire nel nulla: i desaparecidos.
Di fronte a questo silenzio, un gruppo di MADRI iniziò a camminare in tondo proprio qui, ogni settimana, chiedendo verità sui propri figli (era infatti proibito protestare o raggrupparsi). Indossavano un fazzoletto bianco sulla testa, riprodotti poi a terra in PLAZA DE MAYO e tante altre piazze argentine come simbolo. Non sono solo un ricordo. Sono una presenza.
Ed ancora oggi, ogni mercoledì, alcune madri continuano a camminare in cerchio in quella piazza. Un momento che definire emozionante è riduttivo.

San Telmo:
l’anima più autentica della città
Tra i quartieri più affascinanti di Buenos Aires, San Telmo è quello che conserva maggiormente l’identità originale della città. Strade acciottolate, edifici storici e un’atmosfera sospesa nel tempo lo rendono un luogo perfetto per perdersi senza meta.
Imperdibile:
il Mercado de San Telmo, un mix perfetto tra antiquariato, artigianato e street food
la Casa Minima, la casa più stretta della città, quasi nascosta tra due edifici
San Telmo è anche il quartiere del tango più autentico. Qui non serve entrare in un teatro: basta fermarsi in una piazza e aspettare…….

La Boca: colori, calcio e identità
E poi si arriva a La Boca.
Un quartiere che non si dimentica.
Colori accesi, musica, murales e un’energia che si percepisce ovunque.
Sì, è turistico… ma è anche profondamente autentico.
Qui il tango vive per strada, tra artisti e musicisti.
E a La Boca si trova anche uno dei luoghi più iconici per gli appassionati di calcio:
⚽ La Bombonera
Lo stadio del Boca Juniors, inaugurato nel 1940, è uno dei più iconici al mondo.
Con una capacità di circa 49.000 spettatori, è famoso per la sua struttura unica e per l’atmosfera incredibile durante le partite. Il nome “Bombonera” deriva dalla forma dello stadio, che ricordava una scatola di cioccolatini. All’interno è visitabile anche un museo con una hall of fame ed un murales dedicato a Diego Armando Maradona
• • memorabilia uniche, come una chitarra realizzata per un concerto di Lenny Kravitz


Infine come non ricordare la
Parrilla argentina, carne e verdure, sapientemente e lungamente grigliate, da condividere poi con la Famiglia e gli Amici. Suggerisco i ristoranti La Cabrera (Palermo) o al El Desnivel (San Telmo). Due esperienze diverse, ma entrambe autentiche.
E poi c’e’ il Tango, magari da El Viejo Almacén o alla La Ventana Tango Show, anche se, per me, il vero tango… resta quello che incontri per strada.
Buenos Aires e’ una città che resta.
Ti entra dentro proprio perche’ e’ fatta di contrasti, emozioni e storie.
Un’Esperienza vera.
Continua ……
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